Aree d'interesse

Via Caviglione

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L'antica Via del Commercio era l'originaria contrada maestra di Pont.

E’ tortuosa, per arginare gli effetti del soffio impetuoso del vento, ‘la bisa’, che giunge dalla Valle dell’Orco.

E’ stretta ed era munita di pietre lavorate ad uso di rotaie per il passaggio di un solo carro alla volta.

E’ fiancheggiata da portici, costruiti nel ‘400, per proteggere le botteghe dalle intemperie e permettere l’esposizione delle merci sulla pubblica via.

Fra un portico e l'altro sussistono ancor oggi delle botole, attraverso le quali si accede alle cantine sottostanti.

Mentre, lungo le colonne ad arco, si possono ancora incontrare alcuni sedili di pietra, le caratteristiche ‘pose’, utilizzate per esporre le mercanzie da parte dei contadini che scendevano dalle vallate a vendere i loro prodotti e potevano qui appoggiare le loro ‘sëste’, grandi ceste che si portavano sulla testa, in particolare dalle donne.

Ai lati della via, di fianco alle botteghe, si dipartivano le ‘contrade’, che conducevano ai cortili interni e agli orti.

I portici avevano soffitti di legno con travi e travicelli: gli stessi che fungevano da pavimento per le camere soprastanti.

Sotto i portici si svolgeva il mercato settimanale. Le fiere, invece, occupavano spazi più ampi: verso ‘la Lea’ (sotto la chiesa di San Costanzo), o ‘ai ghet’ (ai piedi della Tellaria).

Verso la fine di questa strada vi erano due pitture, poste una di fronte all’altra, raffiguranti le insegne dei Conti Valperga e San Martino, signori del borgo: le pitture erano ancora visibili all’inizio del ‘700, poi sono scomparse.

I portici sono interrotti da una piazzetta, in cui un tempo, era ubicato un convento francescano, ed dove ora rimane la chiesa di San Francesco, edificata nel 1594.

Il costruttore della Chiesa sarebbe un certo Orsino Paniero.

All'interno della Chiesa un dipinto ricorda il pontese Beato Giovanni Battista Bonatto.

Fra le abitazioni, una, tuttora, si riconosce per mirabile bellezza: Palazzo Borgarello.

Austero e composto, con i suoi archi leggermente ogivali decorati nell'intradosso, conserva decorazioni del XX secolo in ferro battuto e in terracotta di Castellamonte, tra cui, in alto, una Madonna col bambino.

In via Caviglione nacque il 27 agosto 1872 il filosofo Piero Martinetti, scomparso a Spineto di Castellamonte il 22 marzo 1943.

Una lapide commemorativa, apposta alla presenza del senatore a vita Norberto Bobbio, nel portico corrispondente alla sua abitazione, lo ricorda.


Vieni che ti racconto...
Che cosa fai?
Sto battendo un paiolo di rame. Una volta in questa strada c'erano molti artigiani. Si lavorava il rame, il ferro, si filava e si tesseva. C'erano anche tante botteghe dove si vendevano i formaggi locali, il burro, il pane, le farine ed altri prodotti che provenivano dalle Valli.
Questa strada come si chiama?
Oggi si chiama via Caviglione. E' la vecchia via Maestra, cioè la strada principale che arrivava da Cuorgné e saliva verso la Valle Orco. Se tu guardi subito dopo Palazzo Borgarello è rimasta una pietra miliare che indica la distanza da Torino. Sotto questi portici si svolgeva il mercato e tutti i commerci. Fu per questo che in seguito fu chiamata Via del Commercio.
Qual è Palazzo Borgarello?
E' quella costruzione che vedi a sinistra. L'edificio è medievale come tutti quelli che si affacciano su questa strada. Le decorazioni delle facciate risalgono invece ad un periodo più recente e sono in terracotta di Castellamonte. Guarda come sono belle quelle finestre a bifora. Ti ho detto che si lavorava il ferro: guarda quei balconcini di fronte al palazzo!
Perché ci sono i portici?
I portici sono tipici dell'architettura medioevale. Le case e le botteghe erano piccole e buie: questi spazi coperti erano molto utili per esporre le proprie merci. Lungo i portici troverai dei sedili in pietra che venivano usati per esporre i prodotti agricoli e, su alcuni pilastri, delle sporgenze chiamate "pose" che servivano alle donne per caricare sulla testa e sulle spalle le loro ceste.
Ma tu tutte queste cose come fai a saperle?
Le so perché amo il mio paese e conosco la sua storia. E ti dico anche questo: andando avanti per questa strada al n. 47 troverai una targa che ricorda un cittadino illustre di Pont: Piero Martinetti.
E chi è?
Era un filosofo, professore all'università, che in epoca fascista ha rinunciato al lavoro e alla carriera per non tradire le sue idee. Pont gli ha intitolato la Scuola Media. Se torni suoi tuoi passi, incontri una piazzetta su cui si affaccia una chiesa; è quella di San Francesco. Entra a visitarla: la sua storia si intreccia con quella del borgo della Consolata in cui ti trovi e di cui rimane un affresco sulla facciata della casa che segna l'inizio di questi portici. Buona visita.


Bibliografia

Tratto da: "Sui Sentieri della Val Soana - Itinerari alla scoperta della Storia e della Cultura Alpina" Autori vari - Edizioni CDA (Torino)


Indirizzo e punti di contatto

Indirizzo Via Caviglione - Centro Storico

Telefono 0124.85484 (Ufficio Turistico)

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